Sebbene la produzione di diamanti da laboratorio sia possibile da oltre 70 anni, questi possono essere impiegati nell’industria della gioielleria solo da poco più di un decennio. In questo breve lasso di tempo, tuttavia, le vendite di gioielli con diamanti lab-grown hanno registrato una crescita considerevole.


Come riporta Professional Jeweller, i diamanti da laboratorio rappresentano ormai il 7-8% della quota di mercato mondiale, un aumento del 500% rispetto all’1,5% del 2018, in un arco di soli 3 anni. La crescita è proseguita anche nel 2022. Secondo l’amministratore delegato di Innovation Diamonds, Isaac Moore, nel febbraio 2022 le vendite di diamanti da laboratorio sono aumentate dell’80% rispetto all’anno precedente.


Inizialmente, molti produttori di gioielli erano riluttanti a vendere diamanti lab-grown accanto ai gioielli con diamanti già presenti nella loro gamma. Una distinzione chiara tra diamanti estratti e diamanti da laboratorio è infatti il presupposto fondamentale per consentire alle acquirenti e agli acquirenti di effettuare una scelta consapevole. Il fatto che ora aziende come River Mounts, Pandora o Christ inseriscano deliberatamente gioielli con diamanti da laboratorio nella propria offerta e li propongano miratamente come alternativa ai diamanti estratti può essere interpretato come una risposta alla crescente domanda di diamanti sostenibili e privi di conflitti.


La rapida crescita della quota di mercato dei diamanti da laboratorio è dovuta, tra l’altro, al fatto che Pandora o Signet hanno inserito nella propria gamma gioielli con diamanti lab-grown. In questo modo hanno inviato un segnale chiaro all’intero settore. A contribuire a questa evoluzione sono anche altri fattori, come il cambiamento di mentalità delle consumatrici e dei consumatori, il sostegno dei principali istituti gemmologici o il vantaggio in termini di costo dei diamanti da laboratorio rispetto a quelli estratti. Ma anche il fatto che un terzo dei diamanti estratti nel mondo provenga dalla Russia e che, di conseguenza, sia cresciuta l’attenzione critica delle acquirenti e degli acquirenti verso una catena del valore trasparente rappresenta un vantaggio non trascurabile per il commercio dei diamanti da laboratorio.


Scott Thompson, CEO di Carat, è quindi convinto che, contrariamente alle previsioni dell’Economist del 2016, i diamanti da laboratorio raggiungeranno una quota fino al 75% del mercato mondiale molto prima del 2050.


Alla luce di previsioni come queste, noi di DIAVON guardiamo al futuro con fiducia. Per noi, il commercio dei diamanti lab-grown rappresenta un’opportunità per l’industria della gioielleria di operare in armonia con la natura, anziché sfruttarla. Siamo convinti che questa tendenza proseguirà e che i diamanti da laboratorio contribuiranno in modo decisivo allo sviluppo di un’industria della gioielleria sostenibile.


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Immagine: Freepik | "Beautiful engagement ring with diamonds"